La tartaruga randagia

L’amore come ogni cosa utile alla vita, a volte finisce.
Quando due persone non si amano più, cercano di allontanarsi per poi finire con il non rivedersi mai più.
L’amore per gli animali è leggermente più complicato, anche perché non puoi stare li a sperare che dall’altra parte ti capiscano.
Sono tanti anni che le campagne contro l’abbandono di cani e gatti riescono a sensibilizzare l’opinione pubblica, riuscendo in qualche modo a limitare il numero degli abbandoni.
Nonostante tutta la mobilitazione per salvaguardare i nostri amici pelosi, questi (sia cani, che gatti) non riescono a raggiungere il numero di abbandoni che hanno le tartarughe.
Basta andare in parco Sempione nel periodo primaverile, per vedere con i propri occhi, queste piccole creature che si risvegliano dal letargo invernale.
I più sciocchi vedono l’associazione laghetto – animale d’acqua dolce, ovvia. Potrebbe anche essere una cosa normale per gli amanti della natura, che vedono per le tartarughe un habitat naturale e sicuro nel parco.
L’unico problema è che queste tartarughe, appartengono ad una specie nativa americana. In Italia chiamate tartarughe dalle orecchie gialle, “all’anagrafe” in USA Trachemys Scripta Scripta, sono le amiche dell’uomo più abbandonate.
Il motivo dell’abbandono nella maggior parte dei casi è legato alle dimensioni, poiché queste tendono a richiedere molto spazio che nelle case milanesi spesso, non è disponibile. Il fenomeno della tartaruga randagia sembrerebbe innocuo. Sembrerebbe.
Questa particolare specie è onnivora, quindi oltre a nutrirsi di alghe o altri elementi vegetali, mangia anche le uova delle altre specie presenti nel laghetto, portando presto a scomparire rane e altri pesciolini.
In passato l’Enpa, Ente protezione animali, ritirava e reimmetteva in ambienti controllati dell’hinterland gli esemplari ceduti dai milanesi. Oggi questo servizio non esiste più e l’unico ricovero per tartarughe indesiderate si trova nel Lodigiano.
L’amore come ogni cosa utile alla vita, a volte finisce. Pensare bene prima di adottare un piccolo amico può comunque evitare brutte delusioni e gesti cattivi.
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